venerdì 2 ottobre 2015

A. de Benoist, A. Dugin, V. Putin e la "grande proletaria"

Quel vecchio rottame fascista di Alain de Benoist, ospitato (http://www.4pt.su/en/content/turning-point) nel sito di quell'altro vecchio rottame fascista che risponde al nome di Aleksandr Dugin (uno dei fan del dernier cri: identità, patria e tradizione; la solita vecchia merda, insomma), così scrive, tra le altre vetuste fregnacce:
Russia, for its part, is seeking to implement a new geopolitical axis with Beijing and Tehran, a factor of multipolar balance of power opposed to the Atlanticist endeavors. The Chinese, after long procrastination, are no longer hiding their desire to “de- Americanize the world.”  Yet, the future of Russia, a great power, albeit still fragile, in a similar way as China, with its own inner contradictions, remains uncertain. Countries of Eastern Europe are still hesitant  as to which path to follow—all the more so as Germany is seeking to replace the former USSR as a federating factor in Eastern and Central Europe.
We are witnessing a restructuring of the forms of world domination. The United States, with its financial markets, its armed forces, its language and its culture industries remains the leading world power. Its economic impact, however, is decreasing bit by bit (its share of global industrial output has fallen from 45% in 1945 to 17.5% today), with the dollar representing today only a third of world trade in comparison to more than a half in 2000.  The process of “de- dollarization” has already and simultaneously begun, in oil and gas trading and on the monetary front. Russia and China, emulated by other Third World countries, are using more and more their national currencies in trade and investment. The project of trade in energy and raw materials, without resorting to the dollar, is beginning to take shape. Meanwhile, the purchase of gold is gathering momentum. The advent of a new international reserve currency, designed to replace the dollar, seems inevitable.
[...]
It is no longer unreasonable to think that the war is approaching and that it will be a new world war. This will not be a “clash of civilizations” (for this to happen one needs some civilizations), nor a war between “Islam” and the “West.” Again it will be a war between the East and the West. A “final battle” between the powers of the Earth and the powers of the Sea, between the continental powers and thalassocratic powers, between the money system and the principle of reality. NATO, which has become an offensive military alliance servicing the American wars, remains the most threatening coalition to world peace. A sign went out when Vladimir Putin was labeled by the Americans as the main enemy. On December 4, 2014, the House of Representatives passed a resolution amounting to the declaration of war against Russia. The alternative is war.
Ora, direte voi, a parte la bavetta che ogni fascio che si "rispetti" suppura al sentir parlare di "guerra finale" (salvo poi ammazzarsi vilmente in cantina o far bungee jumpee a Piazzale Loreto), che c'è di nuovo? Nada de nada: il vecchio nulla si inserisce nel vuoto lasciato dal fallimento del "socialismo reale", e sfrutta un antiamericanismo, ormai "razziale" e sradicato da ogni contesto politico (un po' come il neo-antigermanesimo), per i suoi soliti, vani e fumosi scopi. Però.

Però, il richiamo al nazionalismo ora acquisisce un nuovo appeal in un'Europa attraversata dalla coglioneria separatista (come se non fosse il lavoro a produrre valore, ma il differenziale fra le monete): ergo, il populista che corre dietro alla magica "sovranità monetaria" troverà qualcosa di gradito anche in questa fetida brodaglia nazi. Slogan, direte voi; ma il marketing non si basa forse sul minimo contenuto (la qualità del contenuto di un messaggio è inversamente proporzionale alla sua trasmissibilità)?

E che dire del richiamo alla "tradizione" e all'"identità"? Un tempo appannaggio di nonagenari monarchici in preda a tempeste alzheimeriane, queste parole d'ordine si sono insinuate furbescamente nel discorso del sedicente "antiglobalismo" (anche nella sinistra olim-marxista, sebbene Karl Marx sia sempre stato un fautore della globalizzazione dell'economia, anche capitalistica), e si sono poi saldate nelle battaglie più sceme della SFOU (Sinistra Fieramente Omeopatica Universale) e dei no-global (la lotta [?] contro i MacDonalds e contro il frainteso concetto di "omologazione").

Ma la trasformazione più (ahimè) riuscita coinvolge la visione primitiva del sistema finanziario (tanto indispensabile quanto effettivamente problematico; Guido Rossi docet), le democrazie "anglosassoni" (USA e UK), e le potenze che ostacolerebbero l'omologazione anglo, in primis Russia e Cina. Questo spostamento del conflitto sociale dalla realtà economica alla mitologizzazione dei rapporti di forza internazionali fa ovviamente battere l'accento sulla "potenza", in quanto, sebbene Benoist si lasci sfuggire un buffo "Russia and China, emulated by other Third World countries" (omaggio al terzomondismo che fu: marketing), ciò che rende questi Paesi appetibili a chi sia disposto a bersi tale indigesto mix di lacerti ideologici è la potenza militare. Il mondo può ignorare (e di fatto ha sempre beatamente ignorato) il ragliare isterico degli asini che si riuniscono in conventicole eversive o pseudo-sovversive "definitive" (questa gente sembra ereditare le fanfaluche magiche di roba come l'Astrum Argentinum di Crowley: onnipotenza "egizia" e mendicità quattrogattesca). Ma quando le mosche cocchiere (debenoistiane, duginiane, lepeniane, o, moooolto più modestamente, salviniane) di questo stampo si avventano sulla graveolente coda della potenza militare, nessuno (o almeno questo credono, dalla loro, come dire?, acconcia posizione anatomica) potrà più ignorarle.

Ma c'è anche di peggio: questi confusi mitologemi (l'Eurasia, la nazione, la tradizione: il sinn fein dei cani innamorati del proprio inimitabile fetore) si saldano, nel neo-nazismo, in una parodia della lotta di classe marxista, trasferita, come dicevo, ai rapporti di forza tra le nazioni, per cui gli "eroici straccioni slavi" (straccioni sì, ma di grande dirittura moral-nazionale; dice infatti Dugin che sarebbero physei nemici del subdolo progetto liberale di sdoganamento dell'omosessualità) si oppongono ai "decadenti (e corrotti) ricchi anglosassoni", esibendo il loro uomo forte, Putin (che a Dugin sembra un po' troppo moderato, ma che per Benoist è oggetto di vaticinii da Armageddon).

Ed ecco che un'immagine (che dice molto meno di mille, anzi, di una sola parola, ma in compenso è efficacissima a nasconderne milioni) sintetizza il tutto e "completa" adeguatamente l'articoletto di Benoist:


Efficace, no? Ora, si aggiunga il "pericolo del meticciato" ed il latente (ma mica tanto latente, ormai) antisemitismo (anche qui abbiamo una saldatura, indebita, criminale ed efficiente: l'alleanza fra USA e Israele si inserisce nella mitologia antiebraica della "cupola razziale" che governerebbe il mondo: i Savi funzionano ancora egregiamente, purtroppo), ed ecco servito un bel piatto di veleno, che somiglia molto alle "forze animali" che hanno servito il nazismo. E il metodo è sempre quello, collaudatissimo, pascoliano: La grande proletaria si è mossa...

lunedì 21 settembre 2015

Antisemitismo su Usenet, I

Un piccolo esempio di quello che può vomitare la rete in materia, il primo di un'antologia che cercherò di estendere anche ai gruppi in   lingua inglese e francese.



"Albert Crei" (ramen.asahi@gmail.com), it.politica.internazionale,   thread "Quell'ebreo di Stalin (era la Sinagoga di Satana)" (<984ae59f-0ae2-410f-9a9e-9865b8536a91 googlegroups.com="">)



Piccola digressione/riflessione.

Il concetto di Goy.
Ovvero un animale che parla, tutti i NON ebrei di sangue,    sono goy.
Un modo per dare dell'animale a tutti gli altri, spregevoli.

Ma riflettendo un errore madornale, in pratica l'ebreo esce  dal regno animale.

Non mangia come gli altri, non beve, non si accoppia, non    defeca.

Di fatti mangia  Kosher, beve Kosher, chiava circonciso e    infibulato, defeca in stile cabalistico nel segreto.
E' un essere strano, spirituale/demonico, slegato dalla      natura, contro natura, si veste da psicopatico come gli      arabi, beve acqua come gli arabi (ma di nascosto), ma si     porta    dietro la dicotomia laico - fanatico credente come  gli altri, i goy, parla come i goy, spara cazzate come i goy, vive dei goy, ma non e' un animale.

Rifiuta la categoria (fosse possibile), oppure come spesso   avviene, gioca con i termini facendosi male


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Subject: Re: Quell'ebreo di Stalin (era la Sinagoga di Satana)
From: Albert Crei 
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venerdì 11 settembre 2015

L'Accalappiafasci ringrazia "L'Espresso"

Copertina L'Espresso Ringrazio vivamente "L'Espresso" per la sua inchiesta sul razzismo, particolarmente perché ha ritenuto di mettere (giustamente) alla gogna, con nome e cognome, i "volenterosi carnefici" degli immigrati. Tutta "gente normale" (dicono loro...), che ora si ritroverà stampati delirii che affida a Facebook, e pronti per esser letti (ad es.) dai loro capi (un consiglio: licenziateli in tronco). Li ripropongo qui (sono tratti dalla pagina ufficiale di Salvini, credo tutti), integrando le notizie de "L'Espresso".

1. Teresa Luglini, Reggio Emilia [https://www.facebook.com/teresa.luglini/about]: "Li hanno accolti spalancando braccia e gambe? Bene. Tutti questi a casa di coloro che hanno aperto il culo".

2. Bruno Collerio, impiegato di Milano [https://www.facebook.com/bruno.collerio?fref=ts]: "Salvini fa qualcosa, questi si riforniscono di armi e per noi italiani è una strage".

3. Carmine Cioffi: "Ammazzateli di botte e mandateli a casa loro". [Questo è da denuncia].

4. Andrea Riviero: "A casa ingrati parassiti".

5. Alberto Lodi Rizzini: Ributtiamoli tutti in mare" [Questo è uno spasso. Da comandante dei vigili di Sabbioneta (ora è in pensione), ha vinto un semiserio premio Brunetta per il più fannullone del paesello. Naturalmente, dunque, è un leghista].

6. Michele Lecchini, imprenditore toscano: "Questi ci ammazzano tutti" [consigliere della Lega a Pontremoli, noto per aver preso un pugno in faccia. Son disgrazie].

7. Matteo Lancia [troppi omonimi per individuarlo: mi scuso con loro]: "Olio di ricino a tutti questi" [tanto per ricordare che fascisti e razzisti sono la stessa merda].

8. Mario Calogero, manager di una tv satellitare (quale? Ma licenziàtelo, no? O preferite che la vostra emittente sia associata a questa roba?), plagiario di un delirio nazista sui "matrimoni misti" che portano al "genocidio": potete (dopo esservi dotati di un antiemetico) leggerlo qui. F. Gatti non l'aveva rilevato.

9. "Brenda Wolsh" [sic], alias Daiana [ahahahahahaha] F., 19enne analfabeta con lavoro precario come colf: "Vorrei vedere se la Baldracca [l'analphababy intende alludere alla Boldrini] camminerebbe senza scorta di sera o di notte per strada e si trova davanti un branco di clandestini cosa farebbe". [Torna alle scuole materne, Lassie].

10. Niccolò Re, 29 anni, rispondendo a "Daiana" [ahahahahah], si informa se "l'orgia ved[a] solo la Boldrini come donna". Ora, questo testa di cazzo è un giornalista. Dove scrive? Ecco qui: "Il Giornale" [e come te sbajji?], "Gazzetta della Spezia" e Uff. Stampa Coldiretti. Ci sono anche delle persone oneste che intendono fare il mestiere che Re usurpa, eh. Mandàtelo a zappare la terra.

11. ["Gianni Cic", https://www.facebook.com/gianni.cic?fref=ufi]: "Renzi maledetto! Le bestie clandestine uccidono, violentano le donne, rapinano e rubano e tu, persona inutile, ostenti menefreghismo. Ti auguro che questi animali penetrino in casa tua di notte dalla tua famiglia".

12. Giancarlo Spinelli, chimico nucleare di Gorgonzola [l'umorismo della realtà! :)] [https://www.facebook.com/spinelli.giancarlo]: "Hitler dove sei?" "Duce come ti rimpiango".

13. Rosetta Maiorino [https://www.facebook.com/rosetta.maiorino.37?fref=ufi: una vera signora :)], Roma, sugli stranieri che protestano: "Sparargli e fuori dai coglioni". [Da denuncia pure questa].

giovedì 8 gennaio 2015

Vaffanculo al fondamentalismo islamico



Ok, gli islamisti radicali non sono "fascisti", come si spinge a dire oggi Tommaso Di Francesco sul Manifesto. Non lo sono tecnicamente, storicamente; però sono dei bastardi psicotici: serial killers, più che uomini di fede (e già gli uomini di fede, di tutte le fedi, non sono un granché, diciàmocelo: gente adulta che ancora crede alle favole), e dunque sono fascio-assimilabili.

In quanto fascisti, mi pregio di mandarli ammoriammazzati in effigie, e, per solidarietà con gli amici di "Charlie Hébdo" (abboniamoci! E' un modo per rispondere alla coglioneria omicida di chi ha ammazzato un artista come Wolinski: http://www.charliehebdo.fr) pubblico una delle più sgradevoli vignette del loro giornale.

Lunga vita ai provocatori, agli immoralisti, agli anarchici e ai senzadio, e galera e morte per chi è tanto privo di senso dell'umorismo da ammazzare in nome di dio, o della patria, o di Babbo Natale.



giovedì 1 gennaio 2015

"Pene corporali per i Rom" (by "Massimiliano Catanese")

E' quanto auspica su it.politica tal "Massimiliano Catanese" (post id: 882b62fa-de03-4a4e-9ead-3d38818af150@googlegroups.com) rispondendo al post, altrettanto delirante, di un tal "Dott. Salvini (immortale)", che abbiamo già avuto occasione di disprezzare su questo blog. Ora, l'"immortale" de noantri sosteneva le sue vecchie idiozie:
> Ti faccio un example:::::
> i rom.

> Il mio pensiero è:
> Sono in massima parte delinquenti, quindi calci in culo e fuori dal cazzo=
,
> POI E SOLO POI, iniziamo a pensare a se e cosa potremmo noi migliorare ne=
l
> nostro approccio per dargli una possibilità in più di dimostrare che =
non
> sono branchi di stronzi a prescindere.
> MA SOLO POI!!! PRIMA RISOLVO IL GROSSO PROBLEMA CHE ESSI COSTITUISCONO,
> POI PARLIAMO DEL RESTO.
"Il solito liquame fognario di marca leghista", direte voi. Vero. E c'è di peggio, come si incarica di dimostrare il "Massimiliano Catanese" di cui sopra. Fornisco, al solito, le intestazioni del post, perché le istigazioni all'odio razziale lascino traccia il più possibile duratura, a beneficio (magari) anche della magistratura. Lo so, sono molto ingenuo, ma ci provo... Se non è un reato questo, ai sensi della Legge Mancino, quale altro lo è?
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Date: Tue, 30 Dec 2014 04:33:51 -0800 (PST)
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Subject: Re: RADICALEEEEEEEEEEEEEEE......ASCOLTA L'IMMORTALE UN ATTIMO!!!!!
From: Massimiliano Catanese 
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No, non ci siamo capiti scusa.

Io dico : buttarli fuori ma dove ? Dove li mettiamo ? Non esistono zone
"franche", "terre di nessuno" dove piazzarli. Qui come ti muovi qualche
altro paese ti taglia le mani capisci ?

Allora, secondo me, per risolvere bisogna intanto impedire che ne entrino
di nuovi.

Poi schedarli tutti.

In secondo luogo costruire una particolare normativa atta a controllarli
da vicino e come si muovono : pene corporali. Si, hai capito bene : botte.
E botte vere, a fargli male. Metterli in galera ? Impossibile, ridicolo.
Toglierli i beni ? Impossibile, risultano tutti nullatenenti. Quindi ...
Becchi un minorenne che ruba (mandano spesso i minorenni) ? Trovi da dove
viene e pisti di botte TUTTI i componenti del gruppo, a prescindere.

Trovi un  maggiorenne ? Uguale :  accerti il campo di provenienza e li
pisti a tutti di botte. A TUTTI.

Vai avanti cosi'  per qualche anno poi vedi come si "calmano". E'l' unica.
La cosa patetica, ma preoccupante, della deriva razzista della destra italiana è la sua "buona coscienza": questa gente è davvero convinta di essere semplicemente realista, ed è ormai tanto lontana da una media - anzi, persino men che mediocre - coscienza democratica dal considerare irrilevante l'abolizione della responsabilità personale del reato (quella è roba che interessa, dice il nazista, solo ai comunisti e ai "catolici": "Pero' ci vuole una normativa, va organizzata bene questa cosa. E' delicata e rischiosa. E poi sai gli strilli della solita 'sinistra' e dei catolici?").

E, in tempi di crisi, di vili (quelli che non osano alzare un dito contro "responsabili della crisi" che preferiscono rendere fumosi ed opportunamente inafferrabili) pronti a bastonare chi di diritti ne ha già de facto di meno se ne trovano sempre a carrettate --- e spesso magari è gente pagata da chi ha interesse a tenere alto il livello di disordine e di emergenza (e dunque il tasso di appalti senza gara), come dimostrano i "moti popolari" romani di cui tutti ora (soprattutto a destra) fingono di essersi scordati...

Ricordo ancora (e ancora indarno, temo) l'art. 1 della 205/1993:
Articolo 1
(Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi)
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito:
A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi;
B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. 


mercoledì 17 dicembre 2014

Leghismo, putinismo, fascismo

Il legame ideologico tra fascismo e leghismo è già sufficientemente evidente nella xenofobia identitaria che caratterizza l'ormai nomade (una vendetta della storia, per il partito anti-Rom) LN. Un faro sembra però esser stato fornito ai "camminanti" della destra dal nuovo "uomo della provvidenza", stavolta d'importazione, Putin, in cui convergono (forse al di là delle intenzioni strumentali di colui che festeggia il compleanno nel giorno in cui qualcuno ha ammazzato la Politkovskaja) il culto del Capo, l'antiamericanismo, l'antieuropeismo e la solita brodaglia di presunti "valori" legati all'ethnos (più una new entry: quella cazzata tipicamente fascista che è l'Eurasia). Ma le reti ideologiche sono fatte di uomini in carne ed ossa. Leggiamo una parte dell'art. di Giovanni Savino:
Interessante notare come, nonostante la professione di apoliticità di Lombardia-Russia, la sua direzione sia saldamente nelle mani degli esponenti leghisti e a presiederla sia Gianluca Savoini, firma storica de La Padania e attualmente vicepresidente del Corecom lombardo. A dettare la linea ideologica è Max Ferrari, già espulso dalla Lega nel 2006 dopo 17 anni di militanza per contrasti con l'allora «cerchio magico» e per la sua fedeltà alla battaglia indipendentista e ora riammesso proprio da quel Salvini che aveva bollato 8 anni fa come «rampante». Appena rientrato nei ranghi del movimento padano, Ferrari si è gettato in un'instancabile attività filo-russa, non limitandosi ad articoli su La Padania, ma anche collaborando con la redazione italiana di Voce della Russia e lanciando una versione russa del proprio blog. L'idea del giornalista varesotto è di includere il Nord Italia in un progetto più ampio dell'Eurasia dei popoli, adottando le idee di Dugin e di Jean Thiriart.
Non a caso, il nome dell'ex SS belga, fondatore della Giovane Europa negli anni Sessanta, circola nemmeno tanto di nascosto negli ambienti leghisti: in un documento presentato negli scorsi mesi come contributo al dibattito congressuale della Lega, si legge che: «Alcuni decenni or sono Jean Thiriart elaborò la teoria geostorica dell’Eurasia. Il geopolitico belga era convinto che la strada da seguire fosse quella di unire le terre comprese tra Lisbona e Vladivostok in un’unica nazione, uno spazio continentale che prende ragione della sua esistenza dal momento della caduta dell’U.R.S.S. Tale nazione, nella prospettiva di Jean Thiriart, dovrà essere uno stato politico, un sistema aperto e in espansione che sia espressione di uomini liberi verso un futuro collettivo e condiviso. Noi partiamo da questa visione per proporre l’Europa delle Patrie in cui siano i popoli a decidere del loro futuro. Un grande territorio i cui tutti i popoli saranno padroni di decidere seguendo le loro tradizioni come la loro cultura millenaria. Mille patrie in un'unica nazione, quella europea. Vogliamo costruire un’Europa dei popoli federata ad una grande Russia».
Il documento, in cui sono presenti contributi di Pietrangelo Buttafuoco e Diego Fusaro [un ittoresco "filosofo" che si dichiara hegelo-marxista; una roba da avanspettacolo, NdR], è stato elaborato dal circolo Il Talebano, gruppo di approdo degli ex militanti della galassia neofascista milanese. I più in vista di essi sono Fabrizio Fratus, esponente storico dell'estrema destra meneghina, già segretario di Daniela Santanché e attualmente impegnato con la rivista Sintesi nella battaglia anti-evoluzionista, e Vincenzo Sofo, attualmente consigliere di zona del Carroccio ma con un passato da segretario di Gioventù Italiana, ala giovanile de La Destra di Storace.
Il documento indica varie strade da seguire nella marcia verso destra della Lega, con posizioni apertamente omofobe, xenofobe, e però indicando nella costituzione di una Lega delle Patrie (Fratus è l'animatore dell'associazione Patriae) la possibilità di costruire il Front National italiano. Infatti la Lega non abdica alle sue ambizioni nordiste, ma prova a costruire un fronte con altre realtà indipendentiste nella penisola, anche se per ora il bacino d'influenza della formazione di Salvini è l'area neofascista.
Alle ultime elezioni europee il Carroccio è riuscito, per la prima volta nella storia, a conquistare un deputato a Strasburgo nella circoscrizione dell'Italia centrale. Mario Borghezio, volto storico della Lega, è stato eletto grazie all'appoggio di Casa Pound e di altri esponenti dell'estrema destra. L'attività dell'ex ordinovista piemontese nel Lazio è particolarmente frenetica: la presenza di Borghezio ai cortei anti-immigrati di Casa Pound è frequente, e ha partecipato a giugno all'assemblea di Avanguardia Nazionale, appellandosi a Stefano Delle Chiaie come guida per la rivoluzione nazionale. Le amicizie dell'eurodeputato si estendono a Progetto Nazionale, iniziativa promossa dal «barone nero» del neofascismo meneghino, Roberto Jonghi Lavarini, le cui simpatie si estendono da Pinochet a Dugin, con il quale ha avuto modo di scambiare qualche parola durante la conferenza di luglio.
Attenzione al nome "Dugin": Aleksandr Gelyevich Dugin. Ne riparleremo. E attenzione a questa rete di conoscenze vecchie e nuove (tutte con la medesima matrice nazista scritta in fronte): questi si stanno organizzando, a livello ideologico, politico, economico (occorrerà "seguire i soldi": chi finanzia questa gente?), e hanno un obiettivo (l'attacco all'euro) che la confusione dei tempi può rendere sfortunatamente appetibile anche per una "sinistra" divisa fra revisionismo (autodafé?) neoliberale (PD) e "disperazionismo movimentista" (un calderone anarcoide in cui personaggi come Fusaro o Bagnai fungono da pesci pilota per "masse" atomizzate e senza orizzonte).

In sostanza: sono pericolosi. Vigilanza.

sabato 29 novembre 2014

Gennarino, il mutilatore


Il razzismo italiano ha sempre avuto un carattere marcatamente fascista & vile: come chi è cazziato dal capo, torna a casa e picchia la moglie, così il fascista/razzista-tipo italiano, non sapendo che cazzo fare e/o pensare (nel caso dei fasci, si tratta di un termine di applicazione immaginaria) di fronte alla realtà della crisi economica, dopo aver debitamente scaricato su entità esterne reali (la Germania, la UE, l'Euro, Prodi, i communisti, etc.) o immaginarie (i soliti complotti demo-pluto-pippo) ogni SUA responsabilità politica in merito allo stato del SUO Paese, cercando qualcuno su cui sfogare la propria impotenza e la propria subalternità politica (e dunque la propria irrilevanza sociale), trova la soluzione perfetta: l'immigrato, meglio se irregolare (perché quello regolare potrebbe denunciarlo, e lui preferisce chi non si può difendere).

Ma l'odio verbale classico ("negri", "tornatevene a casa vostra", etc.) non basta più: siamo entrati da tempo nel campo del sadismo. E' il caso di "Gennaro" (altrove "Mario", "Mauro" e persino "Serena", ma sempre con l'indirizzo "wendi@libero.it", troppo semplice per poter davvero credere ad un'identità unica dietro tutti i messaggi), che in un post su it.politica scrive quanto segue (titolo dell'infamia: "Applicare le leggi del mare per risolvere il problema immigrazione"):
Per chi non lo sa, sulle scialuppe di salvataggio c'è un ascia [sic, NdAF]. Vi chiederete a cosa serve, serve per tagliare le mani dei naufraghi in sovrannumero che rischiano di far rovesciare una barca già carica di persone. E' una regola che ogni marinaio/marittimo conosce. 
L'Italia è un paese di mare e siamo all'emergenza, siamo al "si salvi chi può" e l'immigrazione di massa, che sarebbe meglio chiamarla [sic, NdAF] "invasione" rischia di far rovesciare la nostra barca a farci affondare tutti.
Ecco, per risolvere il problema immigrazione basta applicare del mare.
Polizia postale? Abuse? Segnalazione al provider? Pubblica gogna (che è il senso di questo blog)? Non so con quali mezzi sarebbe utile perseguire (con speranza di successo) "gente" del genere. Cercherò di fare, come sempre, i diversi passi (l'ultimo è già fatto: è questo post). Ecco comunque gli estremi (temo inutili) dell'infame messaggio:
X-Received: by 10.236.203.200 with SMTP id f48mr46184505yho.14.1417257222476;
        Sat, 29 Nov 2014 02:33:42 -0800 (PST)
X-Received: by 10.140.36.231 with SMTP id p94mr3809qgp.13.1417257222377; Sat,
 29 Nov 2014 02:33:42 -0800 (PST)
Path: reader1.news.tin.it!spool.news.tin.it!feeder.news.tin.it!news.glorb.com!s7no2795457qap.1!news-out.google.com!m4ni576qag.1!nntp.google.com!w8no3289171qac.0!postnews.google.com!glegroupsg2000goo.googlegroups.com!not-for-mail
Newsgroups: it.politica
Date: Sat, 29 Nov 2014 02:33:42 -0800 (PST)
Complaints-To: groups-abuse@google.com
Injection-Info: glegroupsg2000goo.googlegroups.com; posting-host=93.148.155.240;
 posting-account=IJRE0QoAAABos7v5cKYnfk9-Jf11msF_
NNTP-Posting-Host: 93.148.155.240
User-Agent: G2/1.0
MIME-Version: 1.0
Message-ID: 
Subject: Applicare le leggi del mare per risolvere il problema immigrazione
From: Gennaro 
Injection-Date: Sat, 29 Nov 2014 10:33:42 +0000
Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1
Content-Transfer-Encoding: quoted-printable
Xref: reader1.news.tin.it it.politica:9061109
L'indirizzo IP (93.148.155.240), posto sia reale, dà questi risultati:
IP Address:93.148.155.240
Reverse DNS:240.155.148.93.in-addr.arpa
Hostname:net-93-148-155-240.cust.dsl.teletu.it
Nameservers:
ns2.dc-ratingen.de >> 195.232.196.252
ns2.vodafone.com >> 195.232.255.253
ns1.dc-ratingen.de >> 195.233.129.1
IP Blacklist Check:Not Blacklisted
IP Lookup Location For IP Address: 93.148.155.240
Continent:Europe (EU)
Country:Italy    (IT)
Capital:Rome
State:Campania
City Location:Santa Maria A Vico
Postal:81028
ISP:Vodafone Italia DSL
Organization:Vodafone Italia DSL
AS Number:AS30722 Vodafone Omnitel B.V.
IP Weather Station: 
Sky: scattered clouds
Temp: 26.0 ºC (max 26.0 ºC / min 26.0 ºC)
Wind Speed: 1.0 m/s
Wind Direction: 130.0°
Humidity: 88% 
Cloudiness: 40% 
Atmospheric pressure: 1014 kPa
Time Zone:Europe/Rome
Local Time:12:54:08
Timezone GMT offset:3600
Sunrise / Sunset:07:05 / 16:35
Extra IP Lookup Finder Info for IP Address: 93.148.155.240
Continent Lat/Lon:48.69083 / 9.1405
Country Lat/Lon:42.83 / 12.83
City Lat/Lon:(41.0333) / (14.4833)
IP Language:Italian
IP Address Speed:Broadband (Cable/DSL) Internet Speed
IP Currency:Euro(€) (EUR)
IDD Code:+39