lunedì 9 novembre 2009

Fascistelli in lacrime

http://razzismoitalia.blogspot.com/2009/11/razzismo-ancora-una-baby-gang-ostia.html

lunedì 9 novembre 2009
Razzismo: ancora una baby gang a Ostia, otto denunciati

Erano conosciuti come la gang del 'Lido Nord', nelle loro case gli uomini del commissariato di Ostia hanno trovato un piccolo arsenale. Nei loro pc, ora al vaglio degli inquirenti, anche alcune foto con il gruppo che fa il saluto romano. Otto giovanissimi, tutti di eta' compresa tra i 14 e 17 anni, sono stati denunciati per l'aggressione a sfondo razziale, avvenuta il 17 ottobre scorso, nella zona del pontile di Ostia, ai danni di un bielorusso che fu picchiato selvaggiamente.

***
Forse questi "securitaristi randagi" meriterebbero (foss'anche per una settimana) quella galera che troppo spesso augurano al prossimo. Comunque, law and order rule, e questi otto stronzetti ci penseranno due volte, prima di alzare il loro braccino del cazzo, o magari (come spero) riusciranno finalmente a farsi sbattere al gabbio.

giovedì 1 ottobre 2009

Eugenetica "cristiana"

Mi trovo in seria difficoltà nel classificare il seguente post, il cui autore si dice lieto (pur nell'"immensa tragedia" costituita, per lui, dalla legalizzazione della RU 486) del fatto che comunque l'aborto impedirà "la trasmissione del materiale genetico di donne che hanno un istinto materno debole". Non ho mai sentito nulla di così diabolicamente nazista. La definizione dell'aborto come "sterminio programmato" è purtroppo assai comune fra i cattolici, ma la "somma" di questa tragica "opinione" (già "del cazzo", se mi si consente il francesismo) con la luciferina felicità per l'"auto-epurazione genetica" delle donne che abortiscono, beh, questa roba è un unicum...

Autore/autrice: Jugula (asasfsadf@aaasdsad.uu)
Newsgroup: it.cultura.religioni.cristiani
Data: 01/10/2009, h 12.16

Anche se è una tragedia immensa, un aspetto positivo esiste: anticoncezionali e aborto impediscono la trasmissione del materiale genetico di donne che hanno un istinto materno debole e che preferiscono sopprimere la propria prole piuttosto che sobbarcarsi i sacrifici che inevitabilmente ogni mamma fa per i figli che mette al mondo.

L'ideologia macellaia, in fondo, uccide se stessa. A fare figli sono sempre più solo quelle donne che sono pronte da donare la vita, a dispetto delle difficoltà che possono avere: meno carriera, più lavoro, meno vacanze, meno sesso, meno bellezza consumistica, meno soldi per i propri
consumi personali, etc.

Lo sterminio programmato, grazie alla Ru diventerà talmente efficiente, da terminare ancor più velocemente per esaurimento. Un paio di generazioni, e le donne che uccidono i propri figli per motivi ideologici oppure per tare psicologiche si saranno semplicemente estinte in massa.

Sono gli effetti imprevedibili degli stermini. Le vendette postume che la Storia regala alle vittime innocenti. Anche Hitler, per aver distolto risorse immense nello sterminio assurdo degli ebrei, ha avuto meno mezzi per la guerra e l'ha persa. L'abortismo divorerà sé stesso e sparirà.

Un mostro che morirà di fame dopo aver compiuto una strage

giovedì 13 agosto 2009

25 aprile 2009: Waffen SS a Sant'Arcangelo di Romagna


Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-03324
presentata da
MANUELA GHIZZONI
martedì 23 giugno 2009, seduta n.191

GHIZZONI. -
Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno.
- Per sapere - premesso che:

l'Unione italiana di tiro a segno (UITS) è un ente pubblico nazionale posto sotto la vigilanza del Ministero della difesa, ai sensi del regio decreto-legge 16 dicembre 1935, n. 2430, convertito dalla legge 4 giugno 1936, n. 1143, e successive modificazioni;

l'UITS è stata ricompresa, dall'allegato A della legge n. 244 del 2007 (finanziaria 2008), tra gli enti da trasformare, riordinare o sopprimere;

il Governo, sulla base dei criteri indicati dal comma 634 della legge n. 244 del 2007, ha manifestato la volontà di riordinare tale ente;

le attività di tiro a segno della UITS si svolgono presso le sezioni di tiro a segno nazionale (TSN) e sono soggette alla vigilanza degli organi del Ministero dell'interno, a norma della legge 18 aprile 1975, n. 110 e successive modificazioni;

il Ministro della difesa ha ratificato con proprio decreto, in data 15 aprile 2009, il nuovo organo direttivo dell'Unione italiana di tiro a segno (UITS), confermando alla presidenza, per il secondo mandato, l'Ing. Ernfried Obrist, nato a Stoccarda, in Germania, ma residente in Alto Adige, nella cittadina di Caldaro;

il 25 aprile 2009, giorno della celebrazione del 64o anniversario della liberazione d'Italia dall'occupazione nazi-fascista, il presidente della UITS, accompagnato dal consigliere nazionale Riccardo Finokki, si è recato in visita presso la sezione di tiro a segno nazionale di Sant'Arcangelo di Romagna, la quale ha organizzato una gara di tiro in concomitanza con l'anniversario della Liberazione;

nel corso di tale evento si sarebbe verificato, a detta di alcuni militanti dell'UITS, un increscioso episodio, legato alla persona del presidente dell'ente, il quale sarebbe stato più volte fotografato, apparentemente sorridente e divertito, circondato da uomini muniti di armi e vestiti con uniformi appartenenti alle «Waffen SS», le famigerate truppe d'occupazione tedesche, artefici nel corso del secondo conflitto mondiale di spaventosi ed inumani eccidi ai danni della popolazione italiana;

non si hanno maggiori informazioni sulla natura della manifestazione indetta dalla sezione di TSN di Sant'Arcangelo di Romagna né sulle modalità di svolgimento della stessa;

tale raduno potrebbe aver avuto carattere «folkloristico», con la presenza di iscritti in uniformi militari storiche, risulta però incomprensibile e offensivo che sia stato consentito di indossare uniformi di un corpo militare noto per la sua ferocia e che il presidente dell'UITS, nel caso i fatti descritti siano accertati, non abbia avvertito l'inopportunità della sua presenza, proprio in un giorno dall'enorme valore simbolico per il nostro Paese;

l'episodio suddetto avveniva nello stesso giorno in cui il Ministro della difesa, accompagnava il Presidente della Repubblica, alla presenza delle massime autorità dello Stato, a rendere il solenne e doveroso omaggio al sacello del milite ignoto, presso l'Altare della Patria, a Roma -:

se i fatti descritti rispondono al vero e se non intendano, altresì, effettuare tutte le verifiche del caso per accertare nell'ambito delle rispettive competenze la natura e le modalità di svolgimento della manifestazione organizzata il 25 aprile 2009 dalla sezione di tiro a segno di Sant'Arcangelo di Romagna e la correttezza del comportamento del presidente dell'Unione italiana di tiro a segno.(4-03324)

sabato 1 agosto 2009

Tosi sfugge al gabbio, ma non alla condanna

Nella foto: Tosi sorride ascoltando la sentenza. Poi, il suo avvocato gliel'ha spiegata.

11 luglio 2009

«Fecero propaganda razziale»

Condannati Tosi e cinque leghisti

A quasi 8 anni il verdetto della Cassazione. Il primo cittadino: ingiustizia è fatta Due mesi al sindaco, Bragantini, Corsi, Coletto, Filippi e Barbara Tosi

VERONA — La magistratura ha dichiarato chiuso il caso ieri sera, a qualcosa come otto anni da quella famigerata petizione che nel 2001 invitava i cittadini a firmare «anche tu per manda­re via gli zingari da Verona» e ottenere «lo sgombero degli in­sediamenti abusivi e la non rea­lizzazione di nuovi campi rom».
L’ultima parola l’ha pronun­ciata la quarta sezione penale della Corte di Cassazione, con­fermando in via definitiva la condanna inflitta dalla Corte d’appello di Venezia nei con­fronti di Flavio Tosi e di altri cinque esponenti della Lega nord per aver «propagandato idee razziste» e violato la legge Mancino contro la discrimina­zione.

«Ingiustizia è fatta - è insor­to il primo cittadino - . Questo è un procedimento che in un pae­se normale non sarebbe nem­meno iniziato, ma che al contri­buente italiano è costato fior di quattrini». All’uscita da un’interminabi­le camera di consiglio dopo che la discussione in aula si era chiusa in poco più di un’ora, il presidente della quarta sezione della Suprema corte ha così di­chiarato non più impugnabile la condanna a due mesi nei con­fronti del sindaco di Verona, del deputato (nonché segreta­rio provinciale della Lega Nord) Matteo Bragantini, del­l’attuale vicepresidente della Provincia Luca Coletto, dell'as­sessore comunale Enrico Corsi, della capogruppo del Carroccio in consiglio comunale Barbara Tosi e dell’attuale consigliere di amministrazione del Consorzio Zai Maurizio Filippi.
Non solo, perché agli imputa­ti è stata inoltre inflitta come pena accessoria la sospensione per tre anni dall’attività politi­ca oltre all’obbligo di rifondere alla controparte le spese legali quantificate in 3.500 euro. Da precisare che sia i due me­si di condanna che l’interdizio­ne per tre anni dall’attività poli­tica risultano «coperti» dalla so­spensione della pena: di fatto, quindi, il verdetto non produr­rà per i leghisti alcuna conse­guenza in termini pratici.

Confermati, infine, nella lo­ro entità anche i risarcimenti al­le parti civili, peraltro già corri­sposti dagli imputati (si tratta una cifra complessivamente in­feriore ai 50mila euro). Caustico, ovviamente, il com­mento di Tosi (difensori Paolo Tebaldi e Piero Longo): «Mi au­guro, pur dubitandone, che il mio caso sia di esempio a certi magistrati per far velocemente anche i processi che riguarda­no delinquenti veri e pericolosi che spesso escono dal carcere o non arrivano a sentenza defini­tiva per decorrenze dei termini causate da clamorose omissio­ni del sistema giudiziario».

Di tutt’altro avviso, invece, le parti civili: «Giusto così, ci credevamo sino in fondo», non hanno nascosto la propria sod­disfazione gli avvocati Lorenzo Picotti e Federica Panizzo. A questo punto, non resta che attendere le motivazioni della sentenza. E quella sarà davvero la parola «fine».

Laura Tedesco

giovedì 30 luglio 2009

Via i leghisti dal Parlamento!


Ricordo qui l'art. 2 della Legge Mancino:

È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell'assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni.

Chiudere la Lega Nord si può. Non è possibile sopportare lo sgretolamento, l'erosione, cui questo movimento eversivo sottopone la tenuta democratica del nostro Paese (che già ha un altro serio problema, su questo versante): visto che non esiste una destra "europea" (come la destra di Sarkozy) in grado di rifiutare i voti della feccia nazi, e visto che la voce dell'antifascismo non trova spazio nell'attuale dibattito PD, parliamo noi, almeno. Chiudiamo la Lega Nord.

http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=128507374467

La Lega Nord è un partito razzista, protagonista, per bocca dei suoi più "autorevoli" rappresentanti, di innumerevoli episodi di istigazione all'odio razziale, tanto contro gli immigrati quanto contro i cittadini del Sud (ultima provocazione: la proposta di rendere obbligatoria, per i professori del Sud, la conoscenza dei dialetti settentrionali). Alcuni dei suoi membri sono vicini, anzi contigui, al nazismo italiano (Tosi e Borghezio, ad esempio). Cos'altro serve per mettere al bando questa vergogna d'Italia? Contiamoci.


venerdì 17 luglio 2009

Madonne razziste


"Una quarantina di roulotte, abitate da famiglie di nomadi a Borgo Incoronata di Foggia, sono state fatte allontanare dagli uomini della Polizia di Stato e della Polizia Municipale. Il provvedimento, secondo quanto si e' appreso, sarebbe stato disposto dopo un reclamo del parroco del Santuario della Madonna dell'Incoronata, che avrebbe ricevuto numerose proteste da parte dei residenti della zona" (la Repubblica, 17 luglio 2009).

martedì 7 luglio 2009